Abraham Verghese – Il Patto Dell’Acqua

Abraham Verghese – Il Patto Dell’Acqua

🛶 Travancore, Costa di Malabar, 1900.
Una piccola sposa va incontro a un destino non scelto da lei, suo marito, il nuovo padrone della sua vita, ha trent’anni di piú, è vedovo, con un figlio ancora molto piccolo. Lui per qualche strano motivo accetta una moglie senza una rupia di dote, ma si mormora che la sua stirpe sia afflitta da una strana maledizione e che questa riguardi l’acqua.
“Ogni cosa a suo tempo”. Finché lei lo guarda, si accorge di amarlo come non avrebbe mai immaginato di poter fare.
L’amore non è possesso, ma al contrario qualcosa che infonde sicurezza. Ma come tutto ciò che è prezioso questo sentimento potente si accompagna ad una nuova ansia: la paura di perderlo, la paura che cessi quel battito del cuore. Si sarebbe sentita finita.

🛶 Gwendokyn Gardens. 1950.
Didby, un medico che va incontro ad un infausto destino. Che dice molto di sè e che poi si incastra con Philipose, figlio di quella piccola sposa che nel frattempo ha creato una famiglia. Grande Ammachi è divenuta saggia e forte, una lupa che dolcemente e con caparbietà affronta tutto ciò che la vita le presenta. Il suo dolce Philipose cerca la sua strada, un idealista pieno di buoni sentimenti per una realtà troppo marcia. “Il mondo merita la sua curiosità, il suo buon cuore e la sua struttura. Signore – prega – dimmi che questo è il mondo in cui doveva stare mio figlio”.

🛶 E poi arriva Elsie, che riesce a contenere quel senso di incompletezza, e a farlo sentire intero, nonostante i fili del suo essere siano ingarbugliati e si senta incompiuto.
Ma le storie non procedono sempre come promettono.
Nessuna storia di questo libro lo fa.
E quando lo finirete vi sembrerà di vedere Mariamma, Baby Mol, il Signor Progresso, Grande Ammachi, risentirete la eco di personaggi smarriti nel tempo, le voci di donne che hanno trasformato la propria realtà patriarcale in un regno dove il potere della vita (in ogni sua forma e cura) è unicamente tracciato su una linea matriarcale.

Omnia vincit amor: et nos cedamus amori.

🛶 È una storia densa e avvolgente, proprio come i corsi d’acqua. È stata la mia lettura sugli scogli, guardando il mare, assaporando questa saga che fa vagare tra leggende, tradizioni, buoni sentimenti e perdite. È lenta, come l’acqua quando scorre placida ma non per questo non ha il potere intrinseco di travolgere. È ammaliante, come quei racconti narrati di generazione in generazione, che spianano strade di nostalgie e possibilità perdute. È nostalgia ma è anche opportunità, evoluzione, emozione. Vita. @neripozza

🛶📝✏ Ed ora, amici, chiedo a voi: che rapporto avete con l’acqua? Avete delle superstizioni?

Vi leggo con affetto 🧡