Alessandro Berselli – Gli eversivi

“Le donne a volte sono così brave a dissimulare le proprie emozioni.“

Quando Liam si rivolge all’agenzia investigativa al femminile Marple, è molto in pensiero per sua figlia Asia, divenuta affiliata di un pericoloso gruppo sovversivo.

Nel rapporto con Asia c’è stato un deragliamento, un cambiamento assoluto nel legame con i genitori.

La direttrice dell’agenzia Ginevra Martino è una personalità forte, ma anche fragile ed emerge dirompente più che mai, come una matrioska che cela universi non immediatamente visibili.

Non per tutti. Una donna che ho adorato nelle sue complessità.

Un libro che scandaglia l’universo femminile senza cadere in alcuno stereotipo, piuttosto si delinea la capacità dell’autore di cogliere le molteplici sfaccettature dell’essere donna. 

Una squadra di sole detective. L’idea nasce proprio dal desiderio di costituire una rete che contrasti il maschilismo imperante nel mondo delle investigazioni. Nel suo casting Camilla, Nicole, Chloe e Greta.

“Perché talvolta gli uomini si mostrano incapaci di accettare il fatto che una donna ponga loro condizioni non trattabili”.

Protagonista assoluta delle indagini anche la meravigliosa Bologna. Non una ambientazione ma piuttosto un luogo vivo e pulsante di locali, strade, incroci e piazze.

Ed è proprio qui che Ginevra inizia ad indagare, perfettamente supportata dal resto del team, sul cambiamento di Asia.

Inoltrandosi nel laboratorio Hegel, con inclinazioni politiche alquanto discutibili e pericolose, si imbatte nel capo di questa associazione ovvero Omar, compagno di Asia e nel contempo personalità estremamente affascinante. E neanche la algida Ginevra ne resta immune. La chimica tra i due è evidente e da quanto tempo lei non si sentiva così?

Ma poi un doppio crash. L’impatto inevitabile con Omar, la capacità di lui di assecondare ogni suo recondito desiderio, le emozioni che travolgono in un’estasi quasi dolorosa. Un’armonia eroticamente coreografata e inenarrabile.

E la colonna sonora di Jeff Buckley:

“This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die.”

E poi il secondo crash: Omar viene assassinato. Ma perché? E da chi se era proprio lui a capo di questo gruppo sovversivo?

“ E improvvisamente le venne una grande nostalgia di Omar e di quanto c’era stato tra di loro. D’altronde è così che funzionano le dinamiche di cuore, pensò. Le storie non vissute, quelle delle quali ci viene privata la possibilità di conoscerne il potenziale e i relativi sviluppi, diventano lutti inelaborabili che il nostro immaginario sublima.“

Un noir che sconfina nel giallo senza mai perdere di vista la scrittura nitida ed elegante e che può vantare di una caratterizzazione puntuale ed accurata di ogni personaggio. Una lettura scorrevole, accattivante e che riesce a presentare un’indagine bene architettata e che tratta diverse tematiche, tutte sapientemente sbrogliate.

Chi sono questi eversivi dei quali si parla nel titolo? In realtà lo sono un po’ tutti, a loro modo, nelle frane scatenate dalla rabbia, dalla paura, dal passato incerto. Dalla necessità di riscatto. Ogni protagonista ci viene donato a tutto tondo in un’analisi dettagliata minuziosa e a tratti destabilizzante.

In fondo siamo tutti outsider in una società, in una vita, che non sempre ci corrisponde.  

E il finale, come un film in bianco e nero, ci restituisce Bologna con i suoi bar pieni di universitari che ridono, le vetrine lucenti, i professionisti dall’ aria indaffarata e il passo svelto, e quella luce che brilla sotto i portici. Nonostante tutto, brilla. Perché è bella Bologna, è proprio bella. E mentre Ginevra resta seduta guardando la gente con un bicchiere in mano, si concede finalmente la possibilità che una nuova pace trovi uno spiraglio dentro sè stessa.

In fondo sì, Bologna è proprio bella.

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