Alessandro Novembre – Un anno con Schopenhauer

“Cos’è che rende tale il filosofo? Il coraggio di non tenersi dentro nessuna domanda.”

Una vita dedicata a pensare alla vita. 

Un filosofo caparbio, ribelle e solitario. Un vero outsider. Una scrittura poliedrica che fa da specchio ai suoi molteplici talenti. Riesce, infatti, ad esprimere potenza e delicatezza, passione e logica. 

La volontà non dà tregua all’uomo, ci dice, perché genera continui desideri e la necessità di soddisfarli, ma questo gli causa quasi sempre dolore.

Per liberarsi dalla volontà, l’essere umano deve allontanarsi il più possibile dalla propria individualità attraverso alcuni passaggi, dei “facilitatori” dell’evoluzione personale.

Innanzitutto l’arte, dove l’uomo esce da sé per contemplare in modo disinteressato il mondo e la sua bellezza. Anche la compassione è fondamentale, dove si ha la cognizione del dolore dell’altro e nell’empatia lo si accoglie, fino ad arrivare all’antitesi finale della volontà attraverso l’ascesi che si sottrae alla catena del bisogno, ovvero soddisfazione e risorgenza dello stesso.

La vita d’ogni singolo, se la si guarda nel suo complesso, rilevandone solo i tratti significanti, è sempre invero una tragedia; ma, esaminata nei particolari, ha il carattere della commedia. Imperocché l’agitazione e il tormento della giornata, l’incessante ironia dell’attimo, il volere e il temere della settimana, gli accidenti sgradevoli d’ogni ora, per virtù del caso intento a brutti tiri, sono vere scene da commedia. Ma i desideri sempre inappagati, il vano aspirare, le speranze calpestate senza pietà dal destino, i funesti errori di tutta la vita, con accrescimento di dolore e con morte alla fine, costituiscono una tragedia. Così, quasi il destino avesse voluto aggiungere lo scherno al travaglio della nostra esistenza, deve la vita nostra contenere tutti i mali della tragedia, mentre noi riusciamo neppure a conservar la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

Per la mia esperienza da insegnante (e non solo) potrei definirlo come un filosofo che ha sempre suscitato un notevole interesse sui miei studenti e anche sui miei amici, forse per questo pessimismo che punge sulle più profonde paure, forse sulla più pregnante: ovvero quella di essere infelici in questa esistenza, che come un pendolo, oscilla tra dolore e noia.

Molte sarebbero le riflessioni da fare, più attuali che mai sulle teorie del noto pensatore.

In fondo vogliamo sempre troppe cose, ma non possiamo avere tutto: siamo schiavi delle nostre brame, mentre il nostro istinto e la nostra natura ci spingono al soddisfacimento di desideri sempre nuovi. 

Ho sempre abbracciato il pensiero del filosofo che riteneva fondamentale la compassione (anche se non la riteneva risolutiva) per uscire dal dolore. Nel “compatire” facciamo nostro il dolore dell’altro.

“ Perciò è necessario che io partecipi del suo dolore come tale, che io senta il suo dolore come di solito sento il mio, e che perciò io voglia direttamente il suo bene come di solito voglio il mio. Ma ciò esige che io mi identifichi in qualche modo a lui, cioè che ogni differenza tra me e un altro, sulla quale si fonda il mio egoismo, sia, almeno in un certo grado, soppressa.”

Un anno con Schopenauer è una brillante iniziativa per la riscoperta della filosofia, un lunario che offre 366 assaggi e pensieri per assurgerci dal mero quotidiano, dedicandoci a riflessioni che di certo permettono un’evoluzione. Nonostante venga presentato come un almanacco, sicuramente questo bellissimo libro nella fattura e nel contenuto, non ha alcuna intenzione di “calendarizzare” il pensiero. Ed è sicuramente un tentativo lodevole, che spero apprezziate come ho fatto io, di sollevarsi dalla serialità del quotidiano.

Per ogni giorno dell’anno un pensiero, che vi assicuro essere sempre attuale e prepotente, affinché nessuna mente possa essere addomesticata ma ricerchi e trovi il suo spazio dentro sè stessa per darsi ontologicamente alla luce.

E qui il mio post su Instagram.

“L’amore autentico è sempre compassione;
e ogni amore che non sia compassione è egoismo”.