Editore: Fazi
Collana: Le strade, 623
Genere: Narrativa italiana, Saghe familiari
Data di pubblicazione: 21/04/2026
Pagine: 432
Sinossi: Due famiglie legate al mare e alla terra.
Tre donne unite da una maledizione.
Salento, primi del Novecento. Alla vigilia dell’Immacolata, Cosma Guadalupi perde il marito in una notte di tempesta. Mesi dopo nasce Minerva, la loro ultima figlia, che tutti chiamano Mina. Fin dal principio, Mina si dimostra diversa dalle sorelle, poiché porta in sé i doni della nonna masciara, Nilde, la strega alla quale il paese si è sempre rivolto per guarigioni e malefici. Ribelle e oscura per natura, Mina è esclusa dalle altre bambine e allontanata da Cosma. Gli anni trascorrono nel casolare dei Guadalupi, che assiste a guerre e tumulti. Mina intanto diventa una giovane donna, e incontra Vincenzo Malerba, con cui avrà dei figli e il cui destino sarà legato al mare. La loro ultimogenita, Rosa, deciderà di non rassegnarsi alla sofferenza che ha segnato tutte le donne Guadalupi, a partire dall’antenata Almuneda. Prenderà in mano la propria vita e lascerà il paese per sottrarsi alla madre e alla miseria. Alessia Coppola, con uno stile ricco e avvolgente, riflette sul legame profondo tra donne diverse ma unite da segreti inconfessabili e ci regala un romanzo impetuoso e viscerale sul destino che sembra già scritto e sul coraggio che a volte ci permette di cambiarlo. Una storia su un’eredità antica che si trasmette di madre in figlia, ambientata in un Salento misterioso e primordiale in cui vita e morte seguono le sempiterne regole della natura.
Recensione ed intervista:
“È terribile avere nostalgia di qualcosa o qualcuno che non si è vissuto; è un dolore perenne che consuma la mente immaginare un volto e nutrire l’assenza con la malinconia.”
Alessia Coppola – Nate dalla tempesta
Ho avuto il piacere di partecipare alla tavola rotonda dedicata ad Alessia Coppola e al suo nuovo romanzo. Un’autrice di una profondità disarmante, con la quale sono riuscita a instaurare un bellissimo dialogo che è andato oltre l’intervista, forse anche oltre il libro in sé. Credo che la sintesi sia questa: Alessia è una vera artista ed il suo romanzo è magnetico.
Non è semplice parlare di questo libro, è stata una lettura che mi ha travolta.
Ho sempre amato le saghe familiari ma mi è sembrato che questa fosse avvincente in maniera particolare, quasi “incantata”.
“La magia ha radici antiche e confini assai sottili. Dalle mie parti si crede che non sia necessario un incantesimo per maledire qualcuno, che basti solo il pensiero a gettare sciagura su una persona. Le comari del paese lo chiamano li fascinu, qualcun altro la definirebbe solo sfortuna, ma che sia reale o meno, una cosa è certa: mia madre non è mai stata felice, su di lei gravava il peso di una pesante eredità.”
Alessia Coppola – Nate dalla tempesta
Siamo in Salento. Sono i primi del Novecento e quando Cosma Guadalupi perde improvvisamente suo marito è in attesa di Minerva. Alla nascita la piccola viene subito accolta tra le braccia di sua nonna, Nilde, la masciara del paese, colei alla quale tutti ricorrono per avere benefici, oppure per lanciare anatemi.
La masciara – racconta Coppola durante l’intervista – è una figura fortemente sentita nell’Italia meridionale; può essere sia positiva che negativa perché ha il potere di guarire o il suo esatto opposto. La Puglia è ricca di folklore, la vita rurale è molto viva e c’è una grande profondità territoriale che si avverte immediatamente nel romanzo. L’ambientazione non è solo un annesso ma al contrario è co-protagonista.
Nilde e Cosma hanno un rapporto pessimo, impossibile da recuperare. Cosma è convinta che sua madre l’abbia maledetta, vede in lei solo una strega, una masciara, una fattucchiera. E lei non sarebbe mai stata come sua madre. Però tra nonna e nipote, Minerva detta Mina, nasce subito un legame che sembra destinato a durare nonostante non si incontrino più per moltissimi anni. Mina conserva le radici di quel legame, le restano addosso come resina e nonostante cerchi di adeguarsi alle proprie sorelle non può rinnegare quella che è la propria natura di masciara.
Sua madre Cosma percepisce una netta divergenza con quell’ultima figlia femmina. La ritiene diversa, vede nei suoi tratti Nilde.
“Lei erediterà la maledizione di mia madre, sarà una masciara”.
“Perché lo dici?”.
“Perché negli occhi ha un fuoco che ho visto solo in quelli di Nilde”.
“Allora sarà una donna fiera e forte”.
“Sarà una donna sola, perché non c’è amore in certe creature”.
Cosma inizia così allontanare Mina che si sente non amata, rifiutata e si rifugia nell’affetto materno di sua zia.
Non essere amata da sua madre è una scoperta terrificante che inizia da quel momento ad annodarsi, a stratificarsi, come una crosta spessa e impossibile da scalfire.
Ma purtroppo quando non si conosce l’amore è difficile poi riuscire a ricrearlo e il destino di Mina non è poi così diverso rispetto a quello di Cosma.
Alessia Coppola – Nate dalla tempesta
“Il dolore crea due tipi di persone. O le fa diventare compassionevoli e miti o le sgretola e ci fa una poltiglia”.
Sembra uno scherzo del destino ma anche Mina si trova a crescere l’ultima figlia da sola. Quest’ultima figlia eredita il non amore eppure il suo percorso sembra destinato ad essere un altro.
Lei si chiama Rosa – detta Rosaspina – e non ha intenzione di arrendersi.
Parlare con l’autrice della stesura del libro e del valore della redenzione e del perdono è stata una bellissima esperienza.
La letteratura è sempre un dono e spesso ci salva. Nella maggior parte dei casi proprio da noi stessi.
È una saga familiare che affronta tante tematiche attuali, anche se siamo nella prima parte del Novecento moltissimi cliché sono ancora tristemente in atto nella nostra epoca.
La masciara è una metafora di una donna diversa, libera e che fa scelte di tipo non comune ma nello stesso tempo è un fil rouge con il passato, con le sue tradizioni, belle o brutte non importa. È uno storico che in un modo o nell’altro ci si porta dietro.
“Non la odiavano, la temevano”.“Perché era una strega!”.
“Perché era libera. E la libertà a certe femmine timorate di Dio e degli uomini fa paura”.
È una scrittura intensa e cristallina quella di Alessia Coppola, che si muove esperta tra linguaggi arcaici e contemporanei offrendo uno spaccato del femminile che affronta oltre un secolo, offrendoci una storia che come una matrioska riesce a sorprendere il lettore donando punti di vista ed interrogativi sempre nuovi.
E forse il dono più prezioso è quello dell’evoluzione animica: perché è proprio quando ci si sente braccati dall’oscurità, proprio quando il linguaggio dell’amore sembra essere inaccessibile, che il destino può offrire piccole occasioni per trasformarci in quella persona che eravamo destinati ad essere.
Grazie per questo libro da tutte le figlie della tempesta che in modo o nell’altro sono riuscite ad uscirne. Oppure no. E forse va comunque bene così.🌹
L’autrice: Alessia Coppola, autrice, editor e illustratrice pugliese, vive a Roma. Artista poliedrica, ha all’attivo numerose pubblicazioni, in Italia e all’estero. Come scrittrice, ha pubblicato, tra gli altri, Il profumo del mosto e dei ricordi, vincitore del Premio Vermentino 2018.
È possibile acquistare il libro QUI.
La mia recensione su IG la trovate cliccando QUI.






