Anne Cathrine Bomann – La stagione dell’acquario

Editore: Iperborea

Collana: Gli Iperborei

Traduttrice: Eva Valvo

Data di pubblicazione: 17 giugno 2026

Genere letterario: narrativa

Titolo originale: Akvariet

Pagine: 256

Sinossi: Per la giovane Vigga «la sensazione di essere esclusa è come il respiro: banale, costante». La sua vita è fatta di isolamento, mezzi impieghi fallimentari, un amore andato in malora, nessuna aspirazione, nessuna ambizione. Nemmeno il nuovo lavoro temporaneo nell’enorme, futuristico acquario della sua città sembra accendere in lei uno sprazzo di interesse. Se riesce a tirare avanti, è solo grazie a un unico legame significativo, l’amicizia totalizzante con Maiken. E quando Maiken le annuncia di aspettare un bambino, la paura dell’abbandono rischia di spezzare il fragile equilibrio del suo mondo. Ma proprio mentre l’amica imbocca il percorso che la porterà alla formazione di una famiglia tradizionale, Vigga trova la sua sorprendente ancora di salvezza in una connessione interspecie, quella con Rosa, un polpo. Sarà un animale, con la sua intelligenza aliena, decentralizzata, la sua natura solitaria e le sue ventose sul vetro dell’acquario in cerca di una via di fuga, a fare da specchio perfetto per una donna che si sente fuori posto tra gli esseri umani. E poco a poco questo strano legame, con i suoi momenti di gioia e le sue vicende dolorose, indicherà a Vigga nuove vie verso la comprensione di sé e verso l’accettazione dell’alterità. Nella Stagione dell’acquario, Anne Cathrine Bomann azzera la distanza cognitiva ed emozionale che può separarci dagli altri animali e, in un romanzo intenso e tutto al femminile, ci racconta di un’amicizia come dovrebbe essere: un cambiamento di prospettiva, capace di suscitare nuovi interrogativi, etici, filosofici ed esistenziali.

“C’è sempre una porta che mi separa dagli altri e io non sarò mai adatta a stare né da una parte né dall’altra, ma anche con questo, ormai lo so, si può convivere senza problemi.“

Anne Cathrine Bomann – La stagione dell’acquario

Recensione: Quando Vigga approda a Mondo oceano come tirocinante  – cosa che la fa sentire più giovane – non ha alcuna idea di ciò che la aspetta. Ha avuto diverse esperienze fallimentari a livello professionale. È guardinga, poco motivata e non sa nulla nè di acquari nè di pesci.

Maiken è la sua migliore amica dei tempi del liceo. E se tutte le relazioni avute in precedenza si sono rivelate fallimentari con lei è come se si sentisse davvero accolta. Perché Vigga non sa dissimulare, si sente sempre isolata e non riesce ad integrarsi.

Quando Maiken le chiede di incontrarsi perché c’è una cosa importante della quale le vuole parlare Vigga teme una terribile notizia ma in realtà ciò che le vuole comunicare è che aspetta un bambino. Lei cerca di reagire come una “persona perbene” ma in realtà è terrorizzata perché teme di perderla.

Maiken diventerà adulta, madre di qualcuno, di quelle con il seggiolino sulla bici che crollano alle nove di sera e che smettono di ascoltare.

Si sente come se il loro legame così esclusivo intimo e bello si riducesse, diventasse minuscolo lasciando il posto ad una patetica solitudine.

Vigga si muove in bilico su un mondo che sguscia e al quale non sente di appartenere. Sono poche le cose che la fanno sentire a casa, si muove con circospezione nei contorni smerigliati della vita.

“Sono tante le cose che non diciamo agli altri, nemmeno a chi c’è più vicino. Per me la sensazione di essere esclusa è come il respiro: banale, costante. Niente di cui valga la pena parlare”.

Anne Cathrine Bomann – La stagione dell’acquario

All’interno di quella che ritiene sia una prigione per i pesci inizia a sentirsi particolarmente connessa con Rosa, un polpo sul quale riflette le proprie caratteristiche: una intelligenza atipica, la solitudine vissuta come dato di fatto, e quella ricerca continua di una via d’uscita.

Le ventose di Rosa toccano ogni millimetro ma alla fine non c’è nessuna fessura, nessuna apertura se non quella di restare dentro se stessa.

Rosa è bellissima, la pelle è cangiante nella luce, è solitaria.

Il libro si anima prepotentemente come un acquario colorato, dietro quel vetro trasparente e affilato si muovono fragilità ed inquietudini, a volte sfiorandosi tra una moltitudine di colori cangianti che talvolta diventano torbidi. Ma in fondo è proprio di questo che ci parla: della meraviglia e della difficoltà di diventare adulti e di trovare il proprio posto nel mondo e di accettare le sfumature della solitudine ma non demonizzandole, piuttosto rendendole vive. L’ho trovato un romanzo vero, scorrevole proprio come la tanta acqua che ho trovato al suo interno  – e io sono del segno dei pesci  – senza alcuna spettacolarizzazione del dolore.

Anche il polpo, scopre Vigga, trascorre gran parte della vita da solo, senza un branco, e al contrario degli umani ha sviluppato un’intelligenza fondamentalmente asociale. La sua evoluzione è la storia di una complessità solitaria e idiosincratica.

A volte si procede su binari paralleli, i legami che pensiamo possano accompagnarci per sempre mutano come alcuni pesci cambiano il proprio colore per adattarsi all’ambiente, per mimetizzarsi, per appartenere ad un branco.

Non tutti lo fanno però.

E la bellezza vera della vita è proprio in questo snodo: nel coraggio di restare fedeli alle sfumature della propria luce anche quando le correnti più convenzionali sembrano spingerci altrove. 

Perché la felicità non per tutte le creature è quella di adattarsi alle regole di un branco. 

“Il dovere di stare insieme alle persone con cui ti capita di avere un legame di sangue è una regola stupida, mi ha detto una volta mia nonna, mentre raccoglievamo lamponi in fondo al giardino. Il branco bisogna sceglierselo. Sembrava che parlasse di lupi selvaggi o uccelli migratori, e io l’ho amata per questo. Se dovessi indicare il mio branco oggi e potessi scegliere chiunque, prenderei Maiken e la Nonna. E anche Rosa, ovvio. Poche ma buone.”

Anne Cathrine Bomann – La stagione dell’acquario

Autrice: Anne Cathrine Bomann è nata nel 1983, è una scrittrice, poeta e psicologa danese, oltre che dodici volte campionessa nazionale di ping-pong. Il suo romanzo d’esordio L’ora di Agathe, pubblicato da Iperborea nel 2019, è stato un caso letterario tradotto in diciotto paesi.