Ashley Audrain – Sussurri

“I sussurri sono le invidie, i desideri, le confusioni, le intuizioni silenziate.
Quei momenti che provano a dirti ‘qui c’è qualcosa che non va’.
Il dramma è che alcune donne non ascoltano ciò che la vita tenta di dire loro
’.

I Loverty sono i proprietari di una delle case più belle e lussuose di Harlow Street. Sembra una vita impeccabile la loro, finchè nel cuore della notte una disgrazia li investe: il figlio di Whitney e Jacob cade dalla finestra della sua cameretta.

Da questo clima di attesa e di non detto, si apre il sipario sulle famiglie che gravitano intorno ai Loverty, piccoli microcosmi intrisi di vite complicate e amare.

Potrei definirlo un domestic-thriller, un romanzo che cerca di scavare all’interno di abitazioni impeccabili, giardini rigogliosi e calici di vino cristallini. Mi ha fatto ripensare a Desperate Housewives, a quell’indagine (talvolta squisitamente femminile) che attraversa le giornate, il matrimonio, i legami.

E poi l’amicizia, anche quando ovattata dal non detto, si rivela una intimità del banale confortevole e quotidiana seppur ovattata da una sensazione di squilibrio.

“La loro amicizia era l’unico spazio in cui entrambe erano versione migliore di se stesse, e adesso Whitney questo spazio se l’è rubato, con tutto quello che conteneva.però non era solo il suo, non aveva il diritto di distruggerlo.”

È un romanzo sulle scelte delle donne, oppure sulla loro assenza. Sulla maternità, voluta, rifuggita, inseguita. Bramata e temuta.

È un libro che pone diversi interrogativi e lo fa con una schiettezza disarmante.

Di certo è impossibile smettere di leggere perché crea la sensazione di dover mettere tutti i pezzi al loro posto, forse proprio perché la vita ci resta addosso così incompiuta e allora desideriamo ardentemente uno sguardo d’insieme. Che per una volta sia impeccabile e bene incastrato, proprio come dovrebbe essere. 

Un romanzo domestico che profuma di noir ma soprattutto scava nella tortuosa profondità umana, senza dare nulla per scontato, e che grida furibondo tra le righe che scorrono veloci un’unica ed inconfutabile verità: è immensa la complessità del femminile, in tutte le sue sfaccettature. E lo è anche la vita, in quella prepotenza delle prime spinte che sfociano in un vagito disperato. Un miracolo, ma poi tutto cambia.

Non si può tornare più indietro. Così dicono. 

Adrenalinico. potente e disperato. Un labirinto psicologico nel quale impossibile non restare impigliati. Bellissimo.

“Whitney sa che non tutte le donne la pensano come lei: e cioè che l’indipendenza, in tutte le sue declinazioni, è la forma di potere più importante.”

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