Carmen Verde – Una Minima InfelicitĂ 

Carmen Verde – Una Minima InfelicitĂ 

💕 Sofia Vivier e Annetta. La prima, una figura che si espande fino a lasciare un’ombra affusolata e asciutta e la seconda, scandalosamente minuta e ritratta in se stessa.

💕 E la vita che ci viene raccontata, snella e fluida, si staglia davanti ai nostri occhi come la scena di un film. Perché la narrazione è magnetica, raffinata e realistica e ci lascia disarmati mentre tentiamo di capire questo rapporto così intensamente ossessivo, pieno e scarno nel contempo.
Una madre, e sua figlia.

“Tutta la mia persona era perfettamente contenuta in quella di mia madre. Il mio piccolo corpo non era, in fondo, che una porzione del suo”.

💕 E Annetta guarda Sofia, ma non si sente guardata mai. E questo non fa che accrescere il suo amore già sproporzionato laddove le proporzioni appaiono smisuratamente mal distribuite.

💕 È un libro tagliente ma anche dolce, che scava solchi perimetrali nell’anima e che nel contempo lascia il giusto spazio per la riflessione e il risanamento.
Evoca involontariamente (oppure no?) un passato che si amplia sotto le nostre ciglia dilatando inevitabilmente i nostri pensieri su tutti i nostri ieri, mentre la vita di Annetta scorre veloce tra le pagine raccontando quella infelicita della quale è stata infettata, senza trovare il giusto antidoto.
Le è stata insegnata con cura e ha preso a cullarla dentro di lei trasformandola in una stanza segreta.
Una di quelle da cui guardare silenziosamente il mondo, perché si sa che “nelle finestre degli altri, la vita sembra più bella”.

💕📝✏ Ed ora amici chiedo a voi: esiste una predisposizione, all’infelicità? È qualcosa che può essere trasmesso?
Vi leggo con affetto 🧡

Ringrazio Giulia e @neripozza per la copia e la fiducia.