Editore: Polillo
Collana: I maestri del giallo
Traduzione: Dario Pratesi
Data di pubblicazione: 29 novembre 2024
Titolo originale: The Ten Teacups
Sinossi: Nell’estate del 1937, a Londra, l’ispettore capo Masters riceve una lettera alquanto curiosa che recita: “Ci saranno dieci tazze da tè al numero 4 di Berwick Terrace, W. 8, mercoledì 31 luglio alle 17 in punto. La presenza della Polizia Metropolitana è rispettosamente richiesta”. La lettera sconvolge l’ispettore, e non soltanto per la sua inquietante richiesta. Difatti, due anni prima, una simile lettera era stata recapitata alla polizia e, recatisi all’indirizzo fornito, avevano trovato una casa disabitata, dieci tazze da tè decorate con penne di pavone e il cadavere di un uomo riverso a terra: il ricco collezionista William Dartley, colpito da un proiettile. Ma come aveva fatto l’assassino a fuggire senza lasciare traccia? Che le due lettere siano collegate? Sembrerebbe proprio di sì, dal momento che anche al numero 4 di Berwick Terrace c’è una casa disabitata. La questione si fa ancora più urgente quando Masters scopre che in una delle stanze all’ultimo piano è stato organizzato un incontro tra un certo Vance Keating e un misterioso uomo. Che l’assassino voglia commettere lo stesso delitto? E questa volta riuscirà l’ispettore Masters, con l’aiuto del geniale Sir Henry Merrivale, a risolvere l’enigma delle dieci tazze da tè?
Recensione: Il treno fino a Notting Hill Gate prosegue verso ovest.
Il caldo è soffocante, le strade ripide e acciottolate.
Il cielo giallastro incombe sulle alture, i platani troneggiano rilasciando foglie secche sulle stradine.
Berwick Terrace ospita dieci case, abitazioni solide in pietra grigia, cortili e gradini, tre piani e una soffitta. Siamo nel 1937.
L’ispettore capo Masters riceve una missiva dove viene rispettosamente richiesta la presenza della polizia metropolitana perché dieci tazze da tè saranno presenti il 31 luglio, alle ore 17:00.
Due anni prima una lettera simile era stata recapitata alla polizia e in effetti all’indirizzo fornito dieci tazze da tè accompagnarono il cadavere di un uomo disteso a terra.
Era un collezionista: William Dartley.
Ovviamente nessuna traccia di chi avesse compiuto il delitto.
Due case disabitate, ognuna con dieci tazze da tè.
E un nuovo enigma che sembra essere destinato a restare insoluto.
Anche questa seconda volta il misfatto viene compiuto: quando arrivano i due spari e Vance Keating viene trovato riverso e privo di vita nessun altro è nella stanza eppure non c’è modo di uscire o entrare senza essere necessariamente visti. E l’unica finestra si trova a più di dodici metri sopra la strada.
Il geniale ma criptico Sir Henry Merrivale affianca il nostro ispettore e il giovane Pollard.
Keating aveva una fidanzata ma ha cambiato il testamento proprio poco prima a favore di un’altra donna, moglie di un noto avvocato, la quale però non sembrava ricambiare affatto le sue attenzioni. Ma di certo si trova ad ereditare una discreta somma.
Il romanzo evoca una squisita atmosfera londinese, tra un ristorante in Oxford Street e un roboante e ipotetico inseguimento per tutta Piccadilly. Per una fortunata coincidenza è arrivato poco prima del mio viaggio Inglese e leggerlo in metropolitana è stato emozionante. Mi guardavo intorno e ritrovavo gli stessi luoghi dei quali avevo appena letto e le stesse atmosfere incantevoli, un po’ gotiche e deliziosamente retrò.
Il libro è un vero rompicapo. Ogni piccolo indizio segna qualcosa di rilevante. È denso e intricato, una sfida logica continua. Non è una lettura veloce, richiede attenzione e metodo.
Anche questo “delitto della camera chiusa” sembra un gioco di prestigio; se il Pubblico Ministero non è in grado di spiegare come è stato commesso il delitto l’imputato, senza prove concrete, viene assolto.
Quindi l’assassino ripone la fiducia sul principio di fondo della legge inglese: il ragionevole dubbio.
Ma questa volta ogni piccolo mistero viene dipanato, anche le analogie assumono un senso rilevante, persino la tazza “cheap” che va in frantumi su una bellissima tovaglia, simbolo del materialismo e del lusso. Ma già così ho detto troppo.
È una bellissima partita a scacchi che stimola lucidità e ingegno e dove l’autore gioca la sua partita in maniera quasi impeccabile nei confronti del lettore.
Ho adorato la disamina all’interno del libro stesso sulle motivazioni dei delitti della camera chiusa. L’ironia British ha attraversato tutte le pagine. Direi quindi che per gli amanti del genere è assolutamente imperdibile.
E per chi non lo è (ancora) è di sicuro un’ottima sfida logica.
E quindi, perché non accettarla?
I così detti “delitti della camera chiusa” (locked-room mystery) sono un sottogenere del giallo classico. Il luogo è serrato nessuno può entrare o uscire ed è una vera e propria sfida logica. apparentemente senza alcuna spiegazione razionale;
In genere il detective utilizza il metodo deduttivo per risolvere il caso e usa degli indizi apparentemente irrilevanti per sbrogliare l’enigma, perché di questo si tratta: un vero e proprio rompicapo, un rebus. È un genere che fiorisce durante la fine dell’Ottocento ed oltre il nostro autore ci sono noti rappresentanti tra cui Agatha Christie, Edgar Allan Poe ed ovviamente Arthur Conan Doyle. Anche Georges Simenon talvolta viene citato.
La casa editrice Polillo è da sempre un riferimento per la letteratura gialla classica.
In particolare la collana del libro del quale vi ho parlato si chiama “I maestri del giallo” e raccoglie i capolavori e i pionieri della Golden Age del mistery, con tantissime opere inedite riscoperte e presentate con nuove traduzioni ed in versione integrale.
L’autore: Carter Dickson (1906-1977), pseudonimo di John Dickson Carr, è l’indiscusso maestro dei delitti della camera chiusa. Esordì nel 1930 con il suo vero nome con It Walks by Night (Il mostro del plenilunio), un giallo ambientato a Parigi. Il suo personaggio più celebre è il dottor Gideon Fell, apparso per la prima volta nel 1933 in Nag’s Hook (Il cantuccio della strega), di cui ricordiamo la memorabile prestazione in Black Spectacles (1939, Occhiali neri – I bassotti n.33). Altro famoso personaggio è¨ Sir Henry Merrivale, il protagonista delle storie scritte come Carter Dickson, introdotto in The Plague Court Murders (1934, La casa stregata). Legato a John Rhode da una grande amicizia, scrisse insieme a lui Discesa fatale.
Il link per l’acquisto lo potete trovare QUI.
E il mio post di IG invece QUI. Vi aspetto.



