Editore: Fazi
Collana: Le strade, 628
Traduttore: Stefano Tummolini
Data di pubblicazione: 07/07/2026
Genere letterario: narrativa straniera
Titolo originale: Wild Dark Shore
Pagine: 360
Sinossi: Dominic Salt e i suoi tre figli sono i custodi di Shearwater, una piccola isola non lontana dall’Antartide. Sede del più grande deposito di semi del mondo, Shearwater un tempo ospitava un gruppo di ricercatori, ma a causa dell’innalzamento del livello del mare ora i Salt sono rimasti soli. L’isolamento li ha messi a dura prova, ma un giorno una terribile tempesta porta con sé Rowan, una donna in fin di vita che viene trascinata sulla spiaggia dalle onde. Dominic e i suoi figli cominciano a prendersene cura, e in loro germoglia l’idea che lei potrebbe essere proprio ciò di cui hanno bisogno. Dal canto suo Rowan, abituata a badare a se stessa, inizia a immaginare di poter tornare a condividere il futuro con qualcuno. Eppure, non dice tutta la verità sul motivo per cui è arrivata a Shearwater. E quando scopre che le radio sono state sabotate e una tomba è stata scavata di recente, si rende conto che anche Dominic nasconde dei segreti. Mentre le tempeste che si abbattono sull’isola si fanno sempre più violente, i due sono costretti a prendere una decisione: possono fidarsi l’uno dell’altra? E possono finalmente lasciarsi alle spalle le tragedie del passato per creare qualcosa di nuovo, insieme?
Incredibilmente avvincente e scritto con una prosa evocativa, Nero come il mare è un thriller dall’ambientazione spettacolare; ricco di amore in tutte le sue forme, colpi di scena sbalorditivi e paesaggi di una bellezza vertiginosa, ci parla delle scelte impossibili che dobbiamo compiere per proteggere le persone che amiamo.
Recensione: Il mio elemento è l’acqua. Ho sempre sognato di vivere in un faro e forse anche per questo ho iniziato a collezionarli. Lo sciabordare delle onde, i ruggiti della natura e i suoi sussurri.
Quando Dominic porta i propri figli sull’isola di Shearwater non immagina neanche che, per certi versi, sia abitata dai fantasmi, ma comprende presto che quel luogo è un dono per preservare la memoria di un mondo che merita di essere protetto e che rischia di scomparire.
Dominic vive da tempo nel faro dell’isola senza contatti da tempo con la terraferma, insieme ai suoi tre figli. Suggestiva e inquietante, l’ambientazione è parte viva del romanzo. Qui Dominic e i suoi figli sono custodi di semi e specie vegetali provenienti da tutto il mondo. .
L’isolamento ingloba il lettore e diventa, pagina dopo pagina, asfissiante e claustrofobico.
Il figlio più piccolo – che vi conquisterà – è letteralmente ossessionato dalla botanica.
Una notte, una naufraga arriva a sconvolgere il precario equilibrio di quella vita in clausura.
Rowan sembra essere capitata lì per caso. È in fin di vita: ha una storia da raccontare, ma non può fidarsi di nessuno.
È un noir che si sviluppa lentamente, la trama si svela e si sbroglia con lo scorrere delle pagine. E forse non è neanche la componente thriller ad avere la meglio rispetto alla penna evocativa e alla prosa curata.
La scrittura diviene funzionale alla narrazione e ha un vero e proprio impatto sensoriale sul lettore, proiettandolo all’interno delle atmosfere del romanzo. Inoltre, un plauso all’autrice che ha inserito all’interno di un noir tematiche importanti come come la crisi climatica, la tutela dell’ambiente e la protezione della biodiversità.
Il romanzo ci offre una narrazione di ampio respiro, ricca di mistero e colpi di scena.
Assolutamente consigliato per chi cerca un thriller che sappia andare oltre il genere.
Io l’ho apprezzato davvero molto.
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L’autrice: Charlotte McConaghy è una scrittrice australiana pluripremiata, le sue opere sono state tradotte in numerose lingue e sono in fase di adattamento televisivo e cinematografico. Ha conseguito un master in Sceneggiatura e vive con i due figli e il marito a Sydney. Nero come il mare, il suo terzo romanzo, è un bestseller in fase di pubblicazione in trentadue paesi; ha vinto l’Indie Book Award come miglior romanzo e miglior libro dell’anno e il premio Dymocks come miglior libro dell’anno; è stato finalista, tra gli altri, alle Andrew Carnegie Medals for Excellence, al Women’s Prize e all’Edgar Award.


