Editore: Adelphi
Collana: Biblioteca Adelphi, 789
Traduttrice: Daniela Salomoni
Pubblicazione: 2026, 2ª ediz.,
Genere letterario: narrativa
Titolo originale: Dimanche
Pagine: 159
Sinossi: È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l’aria è mite, l’alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell’Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all’ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell’attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni. Non saprebbe neanche dire com’è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana «piccola selvaggia» assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In Domenica, una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.
“Lei era l’imprevisto. Sarebbe potuto cominciare tutto in un altro modo, con chiunque, o senza nessuno.”
Georges Simenon – Domenica
Recensione: Vi è mai capitato di trovarvi improvvisamente in un’esistenza senza che abbiate fatto nulla per farlo capitare?
Siamo in Costa Azzurra ed è domenica.
Èmile non si dà troppo pensiero per le decisioni che ha preso e non rimpiange niente.
È come vedere lo scenario attraverso un vetro, il mercato Forville è lo stesso di sempre, il suo risveglio accanto a Berthe anche.
In definitiva Èmile non ha desiderato niente: né la Costa Azzurra né Berthe. Eppure la sorte ha fatto sì che lei diventasse sua moglie e che quella grande casa diventasse sua.
“A volte, vedendola con la testa china sulle sue fatture, si chiedeva se lei lo amava, se provava nei suoi confronti qualcosa di più del senso di possesso. Questo pensiero lo tormentava. Avrebbe voluto trovare una risposta. Più di ogni altra cosa avrebbe voluto potersi dire che non lo amava”.
Georges Simenon – Domenica
Per certi versi gli piace La Bastide, così scenografica e soleggiata. Ama fare la spesa a Cannes e gironzolare intorno ai pescherecci che rientrano.
Berthe gli è estranea. A volte ha la sensazione che stiano recitando insieme quasi un dramma.
Continua ad avere la sensazione di essere stato comprato ma alla fine per certi versi è sceso a patti con la realtà.
Le apparenze lo cullano, le piccole vittorie lo consolano. Gli spazi ritrovati, la barca, le partite a bocce, il calice di vino rosato prima di pranzo.
Forse sarebbe rimasto esattamente così se un mattino non avesse rivoluzionato improvvisamente tutte le sorti, non solo quella del proprio matrimonio ma anche quella della sua amante Ada, con la quale ha intessuto una relazione selvatica e destabilizzante. Ma forse quel germe era già in incubazione.
Si apre un periodo caotico e completamente incoerente, la finissima analisi psicologica del protagonista mostra tutte le sue sfaccettature oscure, fragili, terrificanti. Nulla viene risparmiato da un’indagine così attenta dell’animo umano che crede di ricercare costantemente una pace interiore ma non fa nulla per ottenerla se non inciampando ad ogni passo.
È uno dei romanzi duri di Simenon, tra i più spietati che ho letto. È una disamina implacabile dei rapporti umani, un viaggio nell’abisso senza alcuna possibilità di riscatto. È una guerra fredda quella tra Èmile e Berthe, dove fino all’ultimo istante non si conosce l’esito della battaglia.
Di certo nessuno può essere redento.
Una scrittura cruda e nel contempo avvolgente, perché l’autore non ha bisogno di fatti particolari per mostrare tutte le ragnatele fittissime che compongono l’oscurità dell’animo umano.
La magia letteraria che riesce a compiere sta proprio nell’indagine clinica delle pulsioni dei personaggi, con una narrazione squisitamente super partes astenendosi da ogni verdetto ma limitandosi a mettere in luce gli egoismi, le meschinità domestiche e la più feroce incomunicabilità.
Un capolavoro assoluto di inquietudine.
La mia recensione su IG potete trovarla QUI.
L’autore: Georges Joseph Christian Simenon è stato uno scrittore belga, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio del commissario di polizia francese Jules Maigret. Tra i più fecondi scrittori del XX secolo, Simenon era in grado di produrre fino a ottanta pagine al giorno.


