Georges Simenon – I complici

Editore: Adelphi

Collana: Gli Adelphi, 738

Traduttrice: Laura Frausin Guarino

Data ultima ristampa: 28 luglio 2026

Genere letterario: Narrativa straniera

Titolo originale: Les complices

Sinossi: Sin dalla prima volta in cui Joseph Lambert ha visto la faccia di Edmonde nel momento del piacere (con le narici contratte «come quelle di una morta», e il labbro superiore rialzato a scoprire i denti «in una smorfia di sofferenza che non somigliava per niente a un sorriso»), lei ha smesso di essere una efficiente, taciturna, un po’ stolida segretaria, ed è diventata la sua complice. Fra loro è nata un’intesa che non è né amore né passione, ma piuttosto la condivisione di un gioco segreto. E quando, una sera, guidando a zig-zag con la sinistra mentre tiene la destra tra le cosce di lei, Lambert sente dietro di sé il claxon disperato di un pullman e lo vede poi schiantarsi contro un muro, non pensa neppure a fermarsi. Si limita a gettare un’occhiata, nello specchietto retrovisore, all’immenso rogo che ha provocato. Poche ore dopo apprenderà che, di quei quarantasette bambini che tornavano dalle vacanze, una sola è sopravvissuta. Ma chi può sapere che è lui il colpevole? Colpevole di che cosa, oltretutto? E agli occhi di chi? Di suo fratello, un uomo così «saggio, equilibrato, immune da passioni pericolose»? O di sua moglie, che per via delle numerose «scappatelle» gli nega l’accesso al proprio letto? O degli amici con cui gioca a bridge la sera al caffè? Esseri mediocri, che lui disprezza. Come in fondo disprezza la sua stessa vita. Se proverà a sviare da sé i sospetti sarà solo per poter ritrovare, ancora una volta, Edmonde, per «scoprire in lei quello che aveva cercato a tentoni per tutta la vita».

“Seppe che, d’ora in poi, la sua vita sarebbe stata divisa in due”.

Georges Simenon – I complici

Recensione: Un istante, una distrazione e tutto precipita: un pullman di bambini finisce fuori strada, di traverso in fondo al pendio.

Lambert non si ferma, il suo istinto è quello di fuggire e basta mentre Edmonde resta impassibile davanti alla tragedia. Nessuno grida. Nessuno si interroga. Semplicemente si continua, così.

Il loro è un legame che va avanti da oltre un anno, Edmonde è l’ineccepibile segretaria e nel contempo la sua amante appassionata.

Mai fuori posto, così come lui. Non sono innamorati. Sono più che altro “complici”.

Sembrano molto diversi, eppure sono in quel tratto di strada insieme e nessuno dei due va oltre sé stesso. Più simili di quanto sembri. 

Da quel momento inizia il tormento per Lambert; e come altre opere di Simenon che indagano l’oscurità umana, questa non è assolutamente da meno poiché ci catapulta all’interno di un abisso insondabile: il senso di colpa, il terrore di essere scoperto, la rovina che gli si scaraventa addosso.

Lambert vive una realtà che non gli appartiene: un matrimonio dove non si riconosce, amici che non lo accolgono.

Si sente solo nonostante il rapporto con Edmonde che resta enigmatica, distante. 

E il logorio della paranoia inizia a infiltrarsi. Ed è proprio qui che emerge brutale più che mai il capolavoro: nello sguardo indagatore del maestro del Noir Georges Simenon.

Non è uno sguardo giudicante: racconta, scava, non emette sentenze e sospende ogni giudizio.

E ci ricorda che il vero processo è quello che inizia nella propria mente: il solo per il quale non esiste assoluzione, al di là dei fatti. 

L’autore: Georges Joseph Christian Simenon è stato uno scrittore belga, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio del commissario di polizia francese Jules Maigret. Tra i più fecondi scrittori del XX secolo, Simenon era in grado di produrre fino a ottanta pagine al giorno.