Intervista Damiano Scaramella, autore di “Come in cielo”, NNeditore

Milano, Feltrinelli di Piazza Piemonte.

Intervistare Damiano Scaramella, il giorno dell’uscita del suo romanzo, è piacevole come prendere un aperitivo con un vecchio amico.
Di quelli con i quali le parole scorrono fluide, e che nonostante la giovane età riescono ad illuminare il reale con quella saggezza pulita, proprio perché inconsapevole.
È un autore originario di Palestrina, nel Lazio, ma racconta immediatamente del suo rapporto con la Sicilia, quella seconda casa che sente così sua.
E mi confronto con lui, con la “mia” Sicilia del trapanese, Castellammare del Golfo, e lui racconta, con gli occhi che brillano, del Catanese.
E narra di questa villa che è ispirata a fatti vissuti, ambientazioni in bianco e nero stile Pasolini.
In quel paesino di quattro anime è nata l’idea del romanzo. C’è molto folklore, tanta tradizione..
Da un balconicino durante questa festa dietro una siepe c’è un ragazzo che osserva, vive di riflessi.
È da sempre nella villa, pochissime parole nella sua giornata, ma la sera riprende vita osservando questa realtà sfarzosa, eccessiva.
Da questa necessità di voler essere felici è nato il romanzo ci racconta lo scrittore -sceneggiatore.
Perché vivere la propria felicità attraverso gli altri può farci sentire vivi, più vivi che mai. Come se riprendessimo luce e le ombre cadessero repentinamente alle spalle.
E questo incipit, come racconta la rappresentante di lista – mediatrice durante la presentazione- è sacro.
È profondo, crudo, viene dalle viscere e si mostra in tutta la sua verità.
Che ci piaccia, oppure no.

Damiano, ma cosa c’è tra cielo e terra ?
“Le piccole incomprensioni che ci illuminano e in questo attrito deflagra tutta la realtà e a questo punto o ti innalza o ti butta nel dirupo. Sta a te decidere cosa farne.”

Barbara Aversa
Missparklingbooks