Marika Campeti – L’ultimo respiro di Mara

“Mara sapeva essere amorevolmente dolce, e freddamente crudele.

Quella era sua cugina. Perfetta, sbagliata, bellissima e rancida.”

La nuova opera di Marika Campeti è un thriller che possiede il dono di inclinarsi nel tempo facendoci scivolare (ma dolcemente) su terreni scoscesi e nodosi.

L’ambientazione si dipana tra un ombroso bosco che costeggia il fiume Faena, la misteriosa cascina che serba segreti inenarrabil, e Roma.

Il romanzo svela una storia che ha radici profonde. Un precipizio dove districare trama e legami.

Quando Veronica viene a sapere, dalla telefonata di suo padre, di un drammatico episodio accaduto proprio nella sua amata Umbria, dove i suoi ricordi oggi sono più pressanti che mai, non ha alcun dubbio sulla necessità di ritornare proprio la, in quel luoghi grondanti di ricordi d’infanzia che ha tentato di mettere da parte.

Si aprono così scenari che ci raccontano il rapporto tra le due cugine, una relazione che spesso travalica nella sorellanza, anche nei suoi punti di incontro più bui.

Attraverso un diario adolescenziale e incredibilmente verosimile si indaga sulla difficoltà di diventare donna in un mondo spesso troppo complesso per questa delicata metamorfosi.

Con una scrittura cristallina l’autrice ci permette di ripercorrere a ritroso la vita di queste ragazze e il persorso ineluttabile di un’adolescenza talvolta oscura, che riflette implacabile luci ed ombre.

Eppure questo legame le tiene incollate, una resina sottile e invisibile che giunge fino ai nostri giorni, nonostante l’assenza, la perdita, il dolore.

È un romanzo sulle cicatrici, sul passato, su quanto questo riesca ad influenzare l’esistenza di chi resta.

È un romanzo sul silenzio del bosco, simbolismo di quei luoghi che ci portiamo talvolta dentro e che racchiudono le nostre solitudini, il nostro porto sicuro, la dolcezza di una malinconia feroce.

E nel contempo buio fitto e tenebre.

Un noir al femminile che abbraccia diversi generi letterari tra cui il romanzo di formazione, la saga familiare, il thriller psicologico.

Un romanzo sull’adultità e nel contempo un giallo da sbrogliare, che passo dopo passo semina tasselli per un finale assolutamente inaspettato e da brivido.

Una conferma assoluta per una autrice che riesce ad emozionare e sorprendere, che con una penna elegante e fluida ci regala un nuovo romanzo introspettivo e magnetico. 

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Desidero ciò che non si può cogliere, fermare, catalogare, nominare. Vorrei essere diversa: più capace, più saggia, più diligente, più educata. Sarei la gioia di tutti. Ma non ce la faccio. Non posso fingere di essere ciò che non sono.”