Michael McDowell – Katie

Sinossi. Quando Philomena Drax riceve una lettera dal nonno, caduto nelle grinfie della crudele famiglia Slape che mira ai suoi soldi, si precipita in suo aiuto. Ma non ha fatto i conti con Katie Slape, giovane selvaggia, ladra spietata, veggente assassina. Fra incendi, spettacoli di cabaret e due colpi di martello, le due si rincorreranno come in una danza macabra nell’America della Gilded Age. Perché nessuno sfugge alla furia di Katie.

Recensione. Siamo nel XIX secolo.

Una favola gotica.

Di quelle oscure.

Racconta la perfidia, gli abissi e l’oscurità e nel contempo la necessità di rivalsa.

Le ingiustizie sono co-protagoniste del romanzo. Di quel tipo che vengono inferte da chi dovrebbe almeno teoricamente proteggerci, ovvero la propria famiglia. Che sia diretta o acquisita poco importa perché dovrebbe essere un nido, un luogo sicuro.

E invece è proprio da là che le iniquità trovano più spazio, si infiltrano putride, perché sanno quali zone occupare. Sanno come. 

È un romanzo che avvolge nelle tenebre e che è davvero difficile lasciare.

Per certi versi mi ha ricordato le fiabe, ma in questo caso ogni cattivo lo è davvero, e senza attenuanti.

E Philo, la nostra eroina, a tratti mi ha indisposto con quel suo modo di affrontare le tragedie. Ma è stata capace di farmi ricredere.

Due cugine che si sfiorano e si sfidano. La luce e in antitesi l’oscurità inabissata dentro un animo ferocemente corrotto.

Una scrittura ipnotica. Una novella gotica dai valori vittoriani che tentano di sopravvivere ad una crudeltà insultante e invereconda.

Katie legge il futuro. Anzi, decide il futuro. Sì sente onnipotente e si circonda di chi la crede tale. Avida, delle peggiori: vuole solo accumulare. Ancora, e ancora.

Philo è generosa. Di quel tipo di generosità che dona senza possedere. È incontaminata, pura.

Un alter ego, una antinomia assoluta.

È una storia destabilizzante e cruda, dalla quale è impossibile staccarsi. 

È una di quelle letture che non permettono vie di mezzo: o ammaliano oppure no.

Io ne sono stata affascinata sin dalle prime righe.

In questa dicotomia forsennata tra bene e male ho fortemente desiderato che il primo prevalesse. Ma affinché questo accada non è necessario il compromesso della contaminazione?

Michael McDowell (1950-1999) è uno scrittore americano che ha pubblicato oltre trenta romanzi e scritto per la televisione e il cinema (Beetlejuice e Nightmare before Christimas).