Natsuo Kirino – Ambos mundos

Ambos Mundos. L’altra faccia della stessa vita.

Le luci e le ombre, l’apparenza e la realtà.

Sette racconti squisitamente noir che attraversano l’inquietudine, la scissione e la frantumazione dell’io.

Maki vive un’esistenza che non prevede cambiamenti né eventi straordinari. Una vita cristallizzata sui ricordi del bullismo, infagottata dentro sé stessa, raccogliendo chili e disillusioni, in un quotidiano sempre uguale. Un’adolescenza da dimenticare e un’infanzia in parte dimenticata, finché dei lembi stropicciati emergono dalla memoria, a lungo sopiti per la loro oppressione, e si rende conto così che è arrivato il momento di riflettere seriamente su di sé. 

Tokyo è abituato alla sua vita da homeless, un piccolo riparo di cartoni, nessun obbligo particolare, il cibo da procacciare, come una sorta di ritorno al passato, uno stile primordiale. Certo la nostalgia ogni tanto torna a farsi sentire, così come il freddo che lo ha attanaglia.

Finché non irrompe Ruby, che diviene oggetto di una contesa sensuale. E anche qui una spaccatura, una divisione che è il leitmotiv di tutti i racconti. Dentro di lui si intrecciano due sentimenti antitetici, ma che a loro modo si compensano a vicenda: il disprezzo per una donna troppo lasciva e nel contempo il piacere che scaturisce proprio dal suo facile consenso e dal suo essere impudica. 

In una crescente tensione (anche erotica) si snodano le storie.

E poi una coppia di amanti, promesse infrante, vuoti da colmare. Una bellissima storia d’amore che osserva i cocci frantumati sul pavimento della cucina. Sakiko passa da un attacco di collera all’altro, odiando sé stessa, in preda ad una furia inarrestabile, mentre vede ridotto l’amore della propria vita ad un messaggio maldestro in segreteria e a una chiamata furtiva. Ma dove è finita tutta la loro passione?

L’amore forse giustifica un andare e tornare così in eterno? 

Litigano continuamente, eppure non riescono a fare a meno l’uno dell’altra, la co-dipendenza è stata una determinante importante nella loro relazione.

D’altronde Taguchi è totalmente incapace di prendere decisioni e di assumersi responsabilità.

E per una donna che invece se ne sa assumere, la vendetta può essere davvero diabolica.

Peccato che il dolore ricada intero su sé stessa.

Le amiche. Quando un viaggio deflagra in una intimità non prevista e improvvisamente ci si racconta. Come se ci si conoscesse da sempre e si potesse condividere il dolore. O il piacere, il desiderio. Il sesso o la sua assenza, la brama che obnubila la realtà. Intorno a un tavolo, lontane dalla propria zona di comfort, improvvisamente ci si scopre solidali e sorelle. Anche nel condividere l’inenarrabile. Perchè ognuno ha un segreto da nascondere che talvolta scalpita per richiedere libertà.

Rapporti con il paterno disfunzionali, incubi che irrompono nel sonno trascinando il risveglio nell’oblio, esistenze non propriamente all’altezza delle proprie aspettative. 

Una giovane insegnante che si innamora di un uomo sposato, costretti a vedersi di nascosto. 

Ma presi da un entusiasmo indescrivibile, cominciano a far progetti senza il minimo sentore che quella è proprio la strada del lungo addio. Senza ritorno.

“All’Avana pernottammo in un vecchio hotel, l’Ambos Mundos. Il nome significava i due mondi, ossia quello vecchio e quello nuovo.  Ricordo che ci mettemmo a scherzare pronunciando a turno coppie di parole opposte che esprimessero un concetto dualistico: est e ovest, dritto e rovescio, destra sinistra, uomo e donna, luce e buio. Io e Ikebe potevamo esistere solo dall’altro lato, in un mondo in antitesi con il nostro dove nessuno ci conoscesse. C’era qualcosa di più triste e penoso nell’universo?”

Racconti di vita, amori interrotti, frammenti scheggiati di esistenze a metà. Ma esiste poi una vera interezza? Oppure l’unica strada che abbiamo è quella di accogliere il binomio ombra e luce come un assioma imprescindibile?

Una scrittura cristallina e introspettiva, storie che scorrono rapide aprendoci un piccolo spazio, una fessura, attraverso la quale osservare delle schegge di vita, con l’unica implicita regola: non giudicare mai.

“Conoscerti è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata. Ti aspetterò dall’altra parte del mondo, prima che diventi domani.”

Sette racconti che incastrano uomini e donne tra sesso, incomunicabilità, relazioni complesse che planano su mondi paralleli che non possono incrociarsi, altrimenti esplodono.

Una grandissima voce della narrativa giapponese e del noir nipponico, che travalica il genere invitando il lettore a guardarsi dentro, sfidando le antinomie sociali, attraversando i tormenti relazionali. Protagonisti irrisolti bloccati tra due mondi che stentano a rimanere in equilibrio e che per questo lasciano un grandissimo senso di vuoto. Perché è proprio nell’incapacità di sentirsi parte di un concetto totalizzante che si crea la scissione.

È proprio lì che si apre il baratro.

Nel doppio, nella via di mezzo, nell’ Ambos Mundos.

Poetico, intenso e magnetico.

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