Un noir avvincente dove per risolvere il presente bisogna scavare nel passato.
Un (ex) scrittore e il suo ghostwriter si ritroveranno invischiati in una storia più grande di loro che, inevitabilmente, non potranno mollare.
È ispirato a fatti realmente accaduti nel 1989. In particolare al caso di Gisella Orrù, che con la sua storia drammatica ha sconvolto l’opinione pubblica. Il delitto di Carbonia è tristemente noto, ma tutt’ora restano diverse zone d’ombra sulle quali i familiari chiedono giustizia.
La narrazione riesce abilmente a mescolare le carte tra la fiction e gli atroci crimini realmente accaduti e rimasti insoluti.
Cristina Mandas è una maestra. È una moglie devota, una madre attenta, è stimata in quel piccolo paesino sardo dove si è trasferita da tempo, dove il quotidiano ordinato scandisce le vite degli abitanti. Eppure Cristina non è che dice di essere.
Una piccola crepa, una dimenticanza, e Cristina inizia a sgretolarsi, disfarsi in tanti piccoli pezzi, come una caduta libera in un pozzo senza fine, appunto.
Lorenzo Roccaforte è un autore in declino, ha avuto il suo momento di gloria evidentemente terminato, ma per riprendersi è fondamentale la figura di Ermes Calvino, un Ghostwriter, scrittore di raro talento.
Il giovane è completamente concentrato sulla famiglia, una sorella disastrata, una nipote della quale prendersi cura, una madre da proteggere. Una storia familiare complessa, che spinge Ermes a cercare di tenere le fila rovinose di una realtà devastata. Ad ogni costo.
“Comprese che la sua infanzia era finita proprio in quel momento, quando aveva realizzato quanto fossero taglienti i cocci di un’illusione spezzata. Perché quella promessa infranta gli aveva fatto sanguinare l’anima per anni. E l’emorragia non si sarebbe mai arrestata.”
Piergiorgio Pulixi – La donna nel pozzo.
La trama si infittisce il mistero diventa sempre più profondo e oscuro, come quel pozzo che ha visto la fine della vita di ragazze, di donne, che ora non possono più raccontarci com’è veramente andata. Ermes e Lorenzo si trovano ad indagare, in una Sardegna che diventa protagonista indiscussa del romanzo, perché come sempre accade con Piergiorgio Pulixi le ambientazioni parlano, si raccontano, indagano con noi. A volte restando assolutamente in silenzio. Altre volte utilizzando il dialetto per affermarsi con più potenza, come in questo caso – il dialetto romano è delizioso-.
Il passato ed il presente iniziano ad incastrarsi, il filo diviene sempre più robusto, ma seguire il suo percorso diventa pericoloso, un rischio che però è impossibile non correre.
“State sempre attenti alla vostra metà oscura, perché non potete mai sapere quando si risveglierà”.
Piergiorgio Pulixi – La donna nel pozzo.
Sono molte le riflessioni che si accendono durante la lettura, per un romanzo che riesce a far confluire diversi generi al proprio interno e dal quale è realmente molto difficile staccarsi.
Non è la squadra di Strega ma questa coppia di investigatori mi ha convinta parecchio.
Un autore che è una sicurezza e che riesce a trasformare il Noir in qualcosa di completamente nuovo, lo immerge nell’introspezione, nelle storie familiari, e così lo fa riemergere quasi come un genere inedito e ricco di sfaccettature innovative. Consigliatissimo.
La mia recensione su IG la trovate QUI.


