Rose Wilding – Le sette donne di Jamie Spellman

Avete mai sentito la parola “Gaslighting”?

Io no. Credevo avesse a che fare con il ghosting. invece è un’altra cosa, è una forma di manipolazione psicologica messa in atto dall’abusante per mantenere il controllo assoluto della propria vittima, che può arrivare ad alterare la percezione della propria realtà e dei propri pensieri. È talmente martellante e intrusiva che in genere chi la subisce dubita di tutto, e arriva a credere alla verità raccontata dal partner o almeno alla sua versione per quanto inverosimile e assurda possa sembrare.

Sembra un incantesimo vero? Eppure è una processo manipolatorio crudele e infimo, un abuso psichico che avviene quando l’abusante deve mantenere il controllo sulla propria vittima e quest’ultima lo idealizza a tal punto da dubitare anche della propria sanità mentale.

[Ndr: l’espressione Gaslighting deriva dal film intitolato Gas Light  del 1944 ed è ormai diventata di uso piuttosto comune anche in Italia anche se spesso è associata semplicemente alla parola manipolazione].

“Gli incubi più brutti sono quelli in cui è intero, alto e sorridente, e tutto è bellissimo fino a quando non lo è più, e lui le sussurra qualcosa nell’orecchio ; poi un piccolo strillo, lui se va e lei è di nuovo sola a cercare di ricucire insieme i pezzi di sè stessa, e si sveglia di soprassalto quando si accorge che sta morendo.”

Ma chi è Jamie e perché è stato ucciso? Chi voleva una fine così atroce per lui?

1️⃣ Kaysha è la prima vittima, o almeno la prima che decide di trovare altre donne che sono state abusate da Jamie, come è accaduto a lei. Ha una travagliata relazione con Nova, con la quale da tre anni va avanti clandestinamente, perdendosi e ritrovandosi continuamente.

C’è un ulteriore dettaglio: Nova è anche l’ispettrice che segue il caso. L’ una è sempre a caccia di informazioni dall’ altra. 

Nova è stanca di andare avanti così e presenta a Kaysha la prospettiva di una vita vera come fosse una carta geografica, lisciando le piaghe e indicando tutti i posti che avrebbero visitato. Ma la loro relazione, già poco passionale di suo, placidamente scivola in una complice amicizia, nonostante si dimentichino di dirselo e forse di amarsi.

2️⃣ Quando finisce definitivamente, Kaysha rintraccia Sarah, la prima della lista di donne a cui Jamie ha fatto del male.

La prima dopo lei, che è stata violentata.

Sono rabbiose.

3️⃣ E poi Maureen, la zia, che inizia a vivere solo quando il nipote scappa di casa.

Quando sua sorella ancora minorenne resta incinta sa che come sempre sarebbe stata una sua responsabilità. E niente va come deve. Jamie manifesta una insolita e ingestibile crudeltà sin dai primissimi anni di vita.

4️⃣ Sadia, la moglie. Lei ha 17 anni quando si sente come se avesse perso tutto. Dall’ odore chimico e dolciastro degli ospedali è come se la potenza delle emozioni venisse prosciugata. Quando lei lo vede ne è attratta immediatamente, il vento può spazzarla giù dalla scogliera e lei glielo avrebbe concesso ma lui impedisce. “Infertilità” è il termine che li lega, e solo lui sembra capire cosa si provi, il senso di estraneità e di emarginazione.

Ma a tutto Jamie col il suo senso di onnipotenza può trovare rimedio. Perché se vuole una cosa, lui la ottiene.

Si sposano il giorno dopo il suo 18º compleanno, dopo solo tre mesi dal primo incontro, e Sadia si sente finalmente integra. Ma molto velocemente quella villetta indipendente nascosta dagli alberi al margine del bosco si trasforma da nido d’amore a una prigione, ben arredata certo ma pur sempre una prigione. Diviene presto disperatamente sola, con una figlia arrivata da chissà dove per completare il progetto di famiglia messo in atto da Jamie. Ma di chi è quella bambina?

Nessuno è in grado di sentire le urla, lo schianto di un vetro, il tonfo di un pugno, il silenzio ovatta ogni cosa. Non è più la famiglia che Sadia sognava, è un incubo terrificante.

5️⃣ E poi c’è Ana, la sua migliore amica. Finché Jamie non si mostra ciò che è, lentamente come sempre, e il legame resta incrostato da un grosso tradimento lavorativo. Ana lo perdona sempre, finché anche lei realizza chi è davvero. E che la può ricattare sulla cosa più importante della sua vita.

“In quel momento si rese conto che le veniva facile perdonargli il male che faceva alle altre persone, perché lo amava più di quanto amasse loro. Per molto tempo era stato la persona più importante della sua vita, lo aveva anteposto a tutti persino a suo marito. Più spesso di quanto avrebbe dovuto”.

6️⃣ Olive è la donna meno coinvolta nel gruppo, stenta a fidarsi delle loro storie. 

Ha sempre difeso Jamie, nonostante sua figlia l’avesse messa in guardia più volte sul pericolo dell’uomo e poi si sia misteriosamente uccisa. Ma Olive sin dal loro primo incontro si è sentita intrappolata tra le sue ciglia straordinariamente lunghe, come in una ragnatela. Uno sguardo così intenso che è davvero impossibile non innamorarsi di lui. A tal punto da dimenticare l’amore per la propria figlia. 

7️⃣ E Josie, “non corrisposta”. Ha solo quattordici anni quando se ne innamora perdutamente. Ne ha sedici quando resta incinta. A Jamie va bene. Un evento perfetto per completare il suo quadretto familiare. Ma con Sadia. Perché in fondo lui non è neanche infertile.

Kaysha parla con le donne tutti i giorni, per controllare che tutte restino in silenzio, e che stiano bene. Troppe pedine che devono sopportare un terribile segreto. 

Jamie è un narcisista patologico, un manipolatore seriale. Aiuta e seduce le persone facilmente influenzabili per poi distruggerle e ottenere un tornaconto di qualunque genere. Un’aria angelica, il sorriso spigliato e tenero. Gli occhi lo tradiscono solo quando sei già in trappola.

Sette donne vittime di abuso e manipolazione psicologica. Una di loro però ha compiuto il delitto, o forse no. Forse tutte. Ognuna aveva un motivo raccapricciante per odiarlo.

Un thriller che tratta tematiche fortissime e dolorose, che commuove e fa montare tantissima rabbia. Per tutti gli atteggiamenti che le donne accettano talvolta per sentirsi accolte, fino ad eventi drammatici spesso insabbiati. Perché abbiamo paura. Perché ci sentiamo sole. Perché pensiamo che nessuno ci possa credere davvero, fino in fondo.

Un esordio notevole, un romanzo corale che delinea ogni protagonista dettagliatamente, un potente inno alla sorellanza e a ogni Antigone, un grido che squarcia il velo di Maja schopenhaueriano e spinge e cercare la mano dell’altra, sperando che ogni incantesimo o anatema possa spezzarsi se abbiamo una sorella che ci stringe la mano.

A chi è riuscita a farcela, a chi no, a chi sta ancora combattendo.”

Io sono una di voi.

Nota della redazione Marsilio e di Missparklingbooks: alcune tematiche di questo libro possono destare emozioni difficili da gestire. Se hai bisogno di aiuto, prendi in considerazione l’idea di contattare un’organizzazione di supporto.

Non siamo sole davvero se chiediamo aiuto.