SCOPRIRE LE NEUROSCIENZE – Menti criminali. Neurologia della malvagità.

“Gli esseri umani, così come noi li incontriamo, sono un miscuglio di bene e di male” – Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.

Il libro analizza la psicopatia e soprattutto l’evoluzione degli studi che la riguardano: dalla sua origine, alle componenti ambientali e neurobiologiche. In particolare negli ultimi due decenni si sono realizzate indagini con tecniche di neuroimaging, marcatori neurofisiologici e altri strumenti che hanno cercato di individuare uno schema specifico per questi atteggiamenti.

Questo libro espone in modo chiaro e coinvolgente i diversi modelli teorici sulle origini del comportamento umano disfunzionale, tenendo conto di tutti gli aspetti.

Devo dire che il volume è estremamente interessante, riesce trasversalmente a toccare moltissime discipline che si sono occupate del tema: dalla psicologia alla filosofia, fino alla scienza ed alla neurologia.

In particolar modo affronta una disciplina, quella della neuropsicologia, che nello specifico studia il rapporto tra le funzioni cognitive e il loro legame con la struttura celebrale. E la cosa che mi ha convinta di più è la massima fruibilità del libro.

Anche durante questa lettura si è evidenziata l’importanza dell’empatia partendo dagli studi di Bowlby. Lo studioso  sosteneva che il comportamento antisociale e la personalità non empatica avessero origine in un disturbo precoce dell’attaccamento. Quindi i comportamenti aggressivi sarebbero la conseguenza di un’inadeguata cura e protezione del bambino.

Questa è stata sempre una tematica che ha ottenuto la mia attenzione visti i miei studi, ho sempre ritenuto che una serie di comportamenti avessero appunto sede nell’ infanzia ma ho sempre creduto nel potere dell’evoluzione e del lavoro su sè stessi. 

E per ricollegarci alla letteratura sono state molte le opere che hanno affrontato questa tematica cercando involontariamente delle risposte o semplicemente scrivendo una storia ammaliante. Ho pensato subito a “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde”, o anche a “Il signore delle mosche”. 

Quindi, nonostante attualmente si possiedano molte nozioni sui fattori condizionanti per diversi comportamenti, tuttora non si è in possesso di strumenti previsionali affidabili. Il margine di errore resta troppo ampio e questo dimostra che c’è davvero tanto da approfondire sul tema, moltissimi passi da fare in un campo affascinante ed eclettico come quello delle neuroscienze. 


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