Stacy Willingham – Non uscire nella notte

“Nell’ arco della giornata noi donne ci affidiamo a tutta una serie di piccoli accorgimenti per proteggerci: dall’ ombra, dai predatori invisibili di cui parlano le favole e le leggende metropolitane.
E sono talmente piccoli che spesso non ce ne accorgiamo neanche.“

Chloe ha 32 anni, è un’affermata psicoterapeuta, aiuta gli altri ad affrontare i propri mostri interiori.

I suoi ricordi però sono sempre trafitti da schegge di paura.

Quando aveva 12 anni delle ragazze della minuscola cittadina della Lusiana dove viveva iniziarono sparire.

Giovanissime, non molto più grandi di lei.

Era un torrido luglio del 1999, sembrava un’estate come le altre invece tutto cambiò. Irrimediabilmente.

“La scoperta della paura dovrebbe essere graduale, una lenta evoluzione. Un processo di apprendimento, una progressione continua da una minaccia percepita a un’altra, ciascuna più realisticamente pericolosa della precedente. Per me non è stata così. La paura mi ha investita con una forza che il mio corpo di ragazzina non aveva mai sperimentato: una forza così opprimente che rendeva doloroso persino respirare. In quel momento, il momento dello schianto, ho capito d’un tratto che mostri non si nascondono nel bosco, non sono ombre tra gli alberi o esseri invisibili in agguato negli angoli buoi.I veri mostri agiscono alla luce del sole.”

La vita di Chloe è un lento e tortuoso processo di ricostruzione. Di quelle che non vedi la fine e neanche i piccoli traguardi raggiunti strada facendo. Nessuna bandierina di passaggio al quadro successivo. 

C’è solo l’urgenza di dimostrare ogni giorno e per sempre di non essere lui.

Non suo padre. 

Uomo con il quale non parla da anni, rinchiuso in una prigione di massima sicurezza.

E Chloe non è neanche sua madre, che non è riuscita a proteggere nè lei nè suo fratello. E ha preferito rinchiudersi in un silenzio animico che di improvviso ha castrato il tempo e lo spazio in una ermetica bolla non più convertibile con la vita.

Quasi venti anni per dimostrare a sè stessa chi è. E chi non è.

Poi arriva Patrick (un anno ci fa davvero capire chi è veramente qualcuno?) e non riesce ad affidarsi.

Lo vorrebbe con tutta sé stessa ma dei puntini non combaciano, e lei resta terrorizzata nel suoi abissi silenziosi, guardando la notte immersa nei suoi pantani emotivi, tra uno xanax di troppo e un calice di vino nel momento sbagliato. 

E poi tornano a sparire altre ragazze, con lo stesso modus operandi.

Chloe è sola e le regole che aveva da piccola non valgono più.

Un thriller psicologico adrenalinico che è impossibile interrompere.

Un libro che ci traporta in un coacervo femminile disarticolato dove albergano paure recondite e terrori assoluti. Ma che non dimentica di raccontare una storia nel miglior modo possibile perché la scrittura è curata, elegante ed agile.

E nel labirinto di Chloe, alla ricerca di quella verità che attraversa il passato e il presente, sarà impossibile uscire se non dopo essere stati avvolti dall’oscurità e averne conosciuto le ombre più recondite e buie di tutti coloro che abitano la sua vita. Fino ad arrivare a sè stessa. Anzi, partendo proprio da lì.

Meraviglioso.

E qui il post su Instagram.

“Sapeva meglio di chiunque altro che il passato non resta mai dove tenti di rinchiuderlo, seppellendolo in fondo a un armadio e sperando di dimenticare.”