Sinossi: Quello di Georges Simenon è un caso editoriale eccezionale: un successo mondiale che dura da quasi un secolo, anzitutto grazie alla serie del commissario Maigret.
Tiziano Fratus, che di Simenon è esperto e appassionato lettore, ci accompagna in un viaggio nella sua vita e nei segreti della sua opera sterminata per conoscerlo meglio e orientarsi nella selva dei suoi scritti. Un’immersione nella voracità esistenziale di uno dei più prolifici autori del XX secolo quanto nella vasta “commedia umana” che ha imbastito, così ricca di volti, storie, ambientazioni, crimini e omicidi. Da Il porto delle nebbie a Il caso Saint-Fiacre, da Il testamento Donadieu a Pedigree, questo libro è un’indagine sui personaggi cui lo scrittore belga ha dato vita, sui luoghi (non solo del delitto e non solo francesi), sugli argomenti affrontati. Quali sono i temi ricorrenti e quelli isolati? Come evitare di incorrere nella medesima raccolta di racconti o nel medesimo romanzo ma con titoli diversi?
L’Affaire Simenon è un vero e proprio vademecum letterario che, dietro la lente del commissario più famoso di Parigi, permetterà al lettore di guardare il mondo con occhi nuovi, curarsi con la letteratura e, perché no, vivere meglio.
Recensione:
Georges Simenon. Autore extra-large, vorace e con una apparente facilità di lettura, direi. Uno scrittore notoriamente parco con le parole e come afferma Camilleri: la scrittura di Simenon manifesta una sublime semplicità.
Un libro che indaga tra le righe di altri libri e nel contempo cerca di suggerire un orientamento tra le centinaia di opere pubblicate.
Non era un uomo che si considerava un fine intellettuale, piuttosto era interessato alle persone comuni, era proprio questo che rientrava nella sua fame di esistenza: catturare l’essenza della vita e trasmetterla, a parole, nelle proprie storie.
Lui stesso affermava:
“Non abbiamo nulla da guadagnare, noi scrittori, nel frequentare altri scrittori. Noi dobbiamo frequentare gente qualunque.”
Un barlume, una conversazione ascoltata per caso, una donna che legge. Tutto questo può accendere l’ispirazione. Ed era di questo che si nutriva.
Tiziano Fratus ci guida alla scoperta di questo scrittore “umanista e famelico”, dove tutto è degno di interesse, tutto è motivato. E non c’è solo Maigret, sono diversi i detective stati creati da Simenon, anche se meno noti.
Simenon amava Parigi. Tutte le sue storie con questa ambientazione sono ricche di dettagli e descrizioni. Ma è soprattutto la provincia francese ad essere meticolosamente narrata, nonostante i romanzi siano stati scritti nell’arco di ben quattro decenni e quindi i cambiamenti siano evidenti all’interno dei romanzi. Riteneva che la solitudine fosse molto più opprimente in provincia mentre la sua Parigi è una città dove è difficile sentirsi soli.
Ho apprezzato moltissimo l’analisi della signora Maigret; in effetti mi solno sempre chiesta come un uomo così insaziabile di vita avesse potuto designare accanto a sé – al proprio alter ego letterario quanto meno – una figura esclusivamente rassicurante. Ma forse è proprio per quella antitesi che fa ricreare tra le pagine ciò che non si ha, esaltandola. Una donna custode e accogliente, che non si pone domande e non ha mai una parola fuori posto. Un angelo del focolare. Eppure sono molto variegati i personaggi femminili che con destrezza riesce a connotare in tutti i suoi romanzi, e anche se ai nostri occhi attuali le donne Simenoniane possono sembrare non particolarmente audaci in realtà ai loro tempi lo sono state, eccome. Sono state magnetiche, indelebili, salvatrici e selvagge, un caleidoscopio variegato di donne variopinte e mai canoniche.
La vita degli altri è stata quasi sempre il fulcro dei romanzi dell’autore, e c’è da dire che anche i nostri tempi continua ad avere un innegabile fascino, non sempre sano, come ci insegnano purtroppo i social media nella loro parte più oscura. C’è di sicuro un osservatore in ognuno di noi e questa è una cosa che Simenon ha attenzionato tante volte, basti pensare a François in tre camere a Manhattan che guarda ossessivamente i suoi vicini di casa.
È stato un bellissimo viaggio all’interno della vita e delle opere di questo autore, un romanzo che si districa tra i romanzi e lo fa brillantemente. Un vademecum letterario che scava tra gli scritti e offre una bussola orientativa su una produzione vastissima, con tanto di cronologia non solo letteraria ma anche teatrale, televisiva, ricca di molte chicche da scoprire, anche per i già appassionati, concludendo con la mostra di Bologna allestita presso la cineteca, della quale vi ho parlato in un Reel precedente che potete trovare qui. Fino all’8 febbraio 2026 sarà visitabile.
Un libro che ho apprezzato moltissimo, preziosissimo per gli amanti dell’autore per approfondire cento capolavori e scoprire i dettagli della sua vita, piccoli segreti, la sua filosofia.
Forse può essere particolarmente adatto a chi si avvicina a Simenon per le prime volte, ma ritengo sia una lettura stimolante anche per chi legge questo autore da tempo. Si ha la sensazione di un ‘confronto’ tra appassionati.
Considero questo libro un atto d’amore verso uno scrittore intramontabile e che vi permette di guardarlo con occhi sempre nuovi. Sono certa che lo stesso Georges Simenon apprezzerebbe, mentre assapora il suo calvados con lo sguardo indagatore e attento, attraverso la porta a vetri di un bistrot parigino, mentre indaga la vita.
Il mio Reel su IG lo trovate QUI.




