Vino Innovazione e Pane

I Castelli Romani. Un territorio decisamente (e giustamente) rivalutato negli ultimi anni.

Il pane ed il vino. Due prodotti apparentemente semplici ma che di fatto non lo sono affatto.

E necessitano di un terroir fertile e ben curato per essere di alta qualità.

Il progetto di Rete V.I.P. (vino innovazione e pane) punta a valorizzare le eccellenze agroalimentari locali ed a promuovere il territorio. È un progetto che nasce con lo scopo di:

  • Preservare la tradizione
  • Ricercare l’innovazione
  • Collaborare con il fine della promozione

Il territorio dei Castelli Romani, con le sue numerose varietà di vitigni autoctoni e la sua vocazione agricola, rappresenta un vero e proprio patrimonio enogastronomico.

Ed è anche l’anno, il 2025, in sono stati denominati “città italiana del vino”.

È un percorso bello e impegnativo per ricercare una vera identità che parta dalla qualità, perché ce n’è tanta. Un eno-turismo tutto da valorizzare con integrazione di prodotti slow-food e vini artigianali e biologici. La rete V.I.P. è un ambizioso progetto che punta a tutto questo: qualità, innovazione, sostenibilità del settore agroalimentare senza appiattire le tradizioni ma al contrario evidenziandone i (numerosi) punti di forza.

È una bellissima sfida che va a smuovere anche l’opinione radicata e ormai superata che i Castelli Romani sono poco complessi.

In realtà c’è molta complessità e tantissima varietà.

La Rete V.I.P. è oggi composta da ventiquattro aziende produttive che ricadono nel territorio dei comuni di Genzano di Roma, Lanuvio, Velletri, Albano Laziale, Nemi e Ariccia. 

Valorizzare le eccellenze, promuovere il territorio rispettando le radici con un impegno volto ad un’economia etica e sostenibile. Il progetto di Filiera Produttiva dei Castelli Romani RETE V.I.P. (Vino, Innovazione e Pane) è nato grazie al finanziamento della Regione Lazio ai sensi della DGR n. 68/22, con il contributo del C.A.T., Centro di Assistenza Tecnica di Confesercenti (Area di Roma e dei Castelli Romani), e con l’adesione dei comuni aderenti all’iniziativa di: Genzano di Roma (comune capofila), Lanuvio, Velletri, Nemi, Ariccia ed Albano Laziale.

Ho avuto modo di intervistare la Dott.ssa Saula Giusto, manager del progetto, e ho chiesto subito cosa significasse la Rete V.I.P. per lei; mi ha incuriosita immediatamente il progetto e lei mi ha raccontato che è la rappresentazione di un ideale, di un sogno avuto da tempo. Per far crescere il territorio dei Castelli sui vini, che oggi si esprimono in modo qualitativamente alto, si deve fare rete.

Il fenomeno di riqualifica è iniziato tra i trenta e i venti anni fa grazie ad iniziative di aziende che hanno deciso di produrre qualità nel territorio; questo è stato eseguito da investimenti anche regionali, con impianti di vitigni qualitativi, con una riqualifica partendo dai vigneti. Oggi ne abbiamo i frutti, perché ovviamente il vino necessita del proprio tempo. La rete serve per esprimere in maniera più compatta e agevolata questa qualità ed ovviamente la comunicazione e il marketing sono al centro del lavoro, anche per acquisire fette di mercato.

Per me è stato un sogno – racconta Saula – perché mi hanno offerto un ruolo di coordinamento e gestionale di un ente che ha esattamente quegli obiettivi che ho sempre ritenuto fondamentali.

Come è cambiato nel mondo del vino il ruolo della donna?

Tanta fatica; quando ho scelto di fare il corso del vino nel 2001 c’erano pochissime donne adesso invece sono la maggioranza

Inoltre, finalmente, titolari di aziende vinicole sono donne e questo è epocale rispetto al passato. Molte declinazioni nei ruoli anche di intermediazione nella catena del mercato del vino, dagli agenti ai rappresentanti, vedono sempre più presenza femminile. Quindi grandi passi ma con grandissima fatica. In queste reti di impresa che si sono formate con il bando moltissime manager sono donne, se non addirittura la maggioranza.

E i progetti per il futuro? Innanzitutto nuovi eventi e i contatti sono fondamentali. Continueremo con i corsi, quelli destinati ai ristoratori e che rifaremo. Dobbiamo riconoscere che è stato un progetto molto apprezzato, non vogliamo fermarci qua. L’intenzione, anzi, resta quella di aggregare più imprese per crescere ed includere nuovi comuni tra cui Grottaferrata, Castel Gandolfo, Frascati. Quindi la parte più centrale di Castelli.

La cena degustativa si è svolta, con la Presidente della Rete Nina Farrell, nella splendida cornice del Bacaro e ha ospitato viticoltori di rilievo, tra cui l’azienda Biologica Carafa Jacobini, Marco Serra, Piana dei Castelli e i fratelli Ceracchi. I vini hanno accompagnato prodotti di grande qualità tra cui, oltre il pane di Genzano di Granfornaio, l’insalata di erbe spontanee di Le Erbe della Luna e le fragole di Nemi di La Roscia. Un’esperienza indimenticabile non solo in qualità di blogger e sommelier ma anche, e soprattutto, a livello personale.

Un progetto interessante ed innovativo, che valorizza il territorio, che offre spazio ai cosiddetti vini ‘non convenzionali’ – da me particolarmente apprezzati – e che contribuisce in modo significativo allo sviluppo socio-economico del territorio. Con una particolare attenzione al femminile. Che è un valore aggiunto non da poco.

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