Viveca Sten – La Scelta

Viveca Sten – La Scelta

“Non ti lascerò andare mai.
All’inizio le era sembrata una dichiarazione d’amore, poi aveva capito che non sarebbe mai stata libera.
Mai più.”

🛳️ Questo è per me il romanzo più avvincente di Viveca Sten.
Quel balzo che lo rende autonomo dalla saga, che sconfina il thriller e che assorbe al suo interno diversi ingredienti: storia, attualità, narrativa, poliziesco.
Stratificato, intenso e straripante di sfaccettature.

🛳️ Andreis e Mina. Un amore che non è amore, una tossicità totale e dolorosa che giorno dopo giorno dilania dall’interno ciò che sembrava essere incontaminato.
E invece è veleno, e non c’è antidoto.
È doloroso questo libro, è coraggioso e fa male.
Andreis è arrivato dalla Bosnia che era un bambino per trovare la sua strada a Stoccolma con grandi difficoltà, non senza cordoglio.
Ma è una di quelle strade prive di scrupoli e che non percorrono i sentieri della legalità.
Lui è crudele, potente e sta per essere incastrato per reati fiscali.
Quando conosce Mina si innamorano follemente, lui la fa sentire unica, una principessa. Ma poi la realtà irrompe nel sogno e Mina vede il suo amore, così pieno e pulito, sgretolarsi inesorabilmente.
Segnata da lividi e cicatrici riesce a fuggire e trovare riparo con suo figlio di pochi mesi in una casa-famiglia su un’isola dell’arcipelago.
Nessuno sa dove si nascondono.
Nessuno deve trovarli.
Ma Andreis è pronto a tutto per riaverli.

🛳️ Nora e Thomas, ormai una coppia di investigatori collaudata, li ritroviamo amici come sempre, in quel legame che talvolta sconfina in una vaga competizione, ma è bello scoprire come le loro vite siano andate avanti. Però forse non proprio come speravamo per loro.
Ma sono ancora lì, sono insieme e sono pronti a fare del tutto per garantire a Mina la sicurezza che le spetta e per incastrare Andreis.

🛳️ È un thriller a tutto tondo, che non tralascia l’indagine dell’animo umano e i suoi tormenti e che tratta tematiche strazianti e significative e lo fa raccontandoci il dolore di Mina, seguendola nei suoi travagli inarrestabili.

L’amore che diventa terrore che poi cerca disperatamente un barlume di speranza nel vuoto cosmico e infine si arrende a ciò che è: distruttivo, diabolico e terrorizzante.
Scandaglia la paura, la inabissa, la vede esplodere in un acmè di orrore e panico.
L’abominio della gu*rra in Bosnia, la mente plagiata dal dolore inenarrabile, che trascina giù tutto con sé, tutto il bene. Ogni barlume ne viene scandagliato per essere inghiottito dall’oblio edal raccapriccio.
E poi la caccia al demone in un incalzante poliziesco dove ogni pagina viene divorata per ricercare forsennatamente il bandolo della matassa, per sapere che Mina può essere realmente protetta, che ogni donna può avere una speranza di ricominciare, per essere libera.
Perché Mina rappresenta chiunque abbia tentato di fuggire e, come in un domino, ha visto le tessere della propria realtà sminuzzate e sfaldate, una dopo l’altra.

🛳️ In questo giallo scandinavo riescono a confluire abilmente le tematiche più attuali del momento, e chiusa l’ultima pagina, quando tutto è stato sbaragliato, un magone attorciglia lo stomaco, e si chiude il libro sperando che si possa avere sempre una scelta.
Perché poter scegliere è la più grande emancipazione pensabile ed assurge ad un concetto non contrattabile né negoziabile, ovvero quello di essere realmente liberi in quella capacità di agire, o non agire, senza costrizioni e di autodeterminarsi affermando sé stessi in autonomia.
Un romanzo profondo, avvincente, intimo.

Ringrazio @marsilioeditori per la copia e la fiducia.

🛳️📝✏ Ed ora amici chiedo a voi: cosa pensate della citazione iniziale? E la libertà per voi cos’è ? Vi leggo con affetto 🧡

@vivecasten 💕